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FOZA - VUSCHE Il nome di Foza compare la prima volta in un documento del 1085, quando il monastero benedettino di Sant'Eufemia di Villanova riceve in dono dalla famiglia dei da Romano (Ezzelini) l'intera montagna chiamata Fugia. |
Da: Francesco Caldogno |
Più oltre trovasi il comune di Foza, lungi da Asigliago 5 miglia, minore d'ogni altro, per esser d'intorno a fuochi 250 ed anime 1200; dotato dalla natura di uomini di più formosa statura e di maggior fortezza degli altri, che da fazione sono al numero di 400; e perché i loro terreni, come posti in erte e rovinose rive, bene spesso dalle pioggie ed acque che cadono dalla sommità dei monti, sono rovinati; e per ordinario rendono solamente qualche poco di segale e vene; né essendo il luogo punto mercantile, si danno gli uomini all'arte pastorale, avendo pecore i 3m; ed essendo ristretti di pascoli, si vagliono (essendo fuori) dell'altrui paese, secondo le stagioni de'tempi; e nel resto vivono de' loro sudori, tagliando legnami. Rappresenta anco questo piccolo comune, più piccolo degli altri, con le case di minor forma, ma però in quella stessa degl 'altri comuni edificate e situate, un picciol borgo ed altre case sparse per sue terre, convenienti alla comodità del luogo, che, molte volte rovinato dall'acque, resta in tanta siccità e sterilità, che gli uomini, in certa stagione, per vivere sono necessitati a servirsi degli scoli di latte in luogo di acqua, facendovi anco le polente, cibo proprio e particolare di genti montanare. Oltre che sono gl'infelici sforzati d'andar molte miglia lontano a macinare, essendo a~atto privi di molini; ed in somma le br biade non bastano a più che quattro mesi dell'anno. [ - TOP - ] |